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Storia del Centro

Il Centro di Spiritualità nasce dall’osservazione dei bisogni dei ragazzi e dei giovani e del loro modo di cercare Dio. L’osservazione ha portato a dire che lo Scautismo si è spesso dimenticato di un ascolto profondo e vitale della Parola e di un contatto personale ed intimo con Dio nella preghiera.

Le osservazioni vengono a lungo (2012/2014) confrontate nelle tre Associazioni cattoliche fino a diventare un progetto condiviso che ha come capisaldi alcuni elementi:

- il bisogno di un primo annuncio di Cristo e della sua buona notizia (il Vangelo)

- un approccio diverso alla Parola di Dio, più narrativo, più coinvolgente, più legato alle dinamiche profonde della vita

- uno spazio accogliente e libero dato alla persona perché possa fare il punto della strada e darsi delle strade anche nel cammino di fede.

 

Il progetto viene approvato dalle Associazioni che poi fonderanno nel giungo 2014 il Centro (Agesci, Avsc, Fse) e dal Vescovo Antonio Mattiazzo che già dal 2013 mette a disposizione l’Abbazia di Carceri per questa iniziativa. La Parrocchia di Carceri diventa da subito preziosa alleata di questo progetto. Dal giugno 2015 la foresteria viene aperta ai primi ospiti per momenti di silenzio, ricerca e spiritualità.

Le opportunità del territorio

 

Il territorio in cui ha sede l’Abbazia e quindi il Centro di Spiritualità è la cosiddetta bassa padovana, la parte finale della provincia che confina a sud con quella di Rovigo e ad ovest con quella di Verona. E’ un territorio prettamente agricolo che offre a chi lo percorre grande fascino per l’estensione e le colture. Attraversato dalla pista ciclabile delle Città Murate (35 km) tocca le tre città di Montagnana, Este e Monselice ricche di storia e di monumenti. In queste zone erano insediati i Paleoveneti raccontanti in un avvincente museo nazionale ad Este. Interessanti le antiche pievi rurali quali San Salvaro, Ciesazza ed altre nonché Il Museo Civico Etnografico di Stanghella, il Museo Villaggi Scomparsi di Villa Estense, il Museo delle Centuriazioni di Granze, il Museo delle Antiche Vie di San Salvaro di Urbana. A pochi chilometri si estendono i Colli Euganei attraversati da sentieri, sede di antichi monasteri e conventi

Descrizione del CSSC

Il Centro di Carceri ha tre finalità:

 

  • Proposte formative del Centro per i ragazzi dell’alta squadriglia, per i Clan/Fuoco, per i capi attraverso un calendario lungo i week-end dell’anno associativo;

  • Accoglienza di gruppi, di Branchi/Cerchi, Reparti/Riparti, Clan/Fuochi che vogliano vivere un’esperienza in Abbazia per un’uscita, una serata, alcuni giorni. Il programma può essere concordato con il Centro

  • Accoglienza di singoli che desiderino vivere in Abbazia e in autogestione momenti di silenzio, pace, ricerca personale.

L'Abbazia di Carceri

L’antica Abbazia camaldolese in cui ha sede il Centro di componeva di queste zone:

  • zona pubblica: porta, casa del foresterario, foresteria, piazza, palazzo dell’abate e chiesa.

  • zona privata o di clausura: 4 chiostri

  • zona delle stalle con edifici e aia grande

  • 3 zone dedicate al frutteto e 2 ad orto per i fabbisogni quotidiani della comunità

  • 4000 campi circa di proprietà dell’Abbazia, dati in affitto a contadini locali.

Ora mancano solo due chiostri cadui in rovina nel ‘700. La sua storia, complessa ed avvincente si struttura in questi quattro grandi periodi:

 

  • 6 dicembre 955/8 marzo 1408: Priorato di preti diocesani: fanno vita comune secondo la regola agostiniana e sono a servizio pastorale della zona.

  • 8 marzo 1408/14 aprile 1690: Abbazia camaldolese

  • 2 maggio 1693/8 aprile 1950: tutta la proprietà (eccetto la chiesa) passa alla famiglia veneziana dei Carminati che ne fanno un’azienda agricola

  • 8 aprile 1950/13 novembre 2013: la Parrocchia di Carceri e i Vescovi di Padova, a più riprese, ricomprano le varie parti dell’Abbazia (eccetto le stalle, gli orti e i campi) e cominciano il restauro e la riqualificazione. Nella casa del Foresteriario datata 1100 ha sede il Centro.

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