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Parrocchia Annunciazione di Maria Carceri

Parrocchia Annunciazione di Maria Carceri (www.abbaziadicarceri.it/storia.html)

Prima dell'anno 1000 d.C., la zona era paludosa e poco abitata a causa delle invasioni barbariche e delle condizioni climatiche avverse. In seguito, intorno al 1000 d.C., i monaci agostiniani iniziarono a bonificare il territorio e a costruire un monastero importante che offriva ospitalità e lavoro alle persone della zona. Tuttavia, con il tempo, il monastero perse il suo splendore a causa di eventi come invasioni e epidemie.
Nel 1408, i monaci camaldolesi presero il controllo dell'abbazia e la trasformarono in un centro religioso e culturale di grande importanza: costruirono chiostri, una biblioteca e altre strutture, rendendo l'abbazia un luogo fiorente. Nel XVI secolo, l'abbazia iniziò a perdere il suo prestigio e, nel 1690, fu soppressa.
Successivamente, la famiglia Carminati acquistò l'abbazia e la trasformò in un'azienda agricola. Furono apportate modifiche strutturali e architettoniche, ma nel corso del tempo, l'abbazia cadde in declino. Nel 1950, la famiglia Carminati cedette l'abbazia alla Parrocchia di Carceri.
Da allora, l'abbazia è stata oggetto di restauri e consolidamenti ed è diventata un sito storico, culturale e religioso aperto al pubblico. Attualmente, è gestita dalla parrocchia e offre servizi di accoglienza e visite guidate agli visitatori.

Un Centro per ricordare Giulia Spinello

Nel gennaio 2013, Giulia Spinello svolse il suo campo di formazione per giovani capi a Carceri, rimanendo affascinata dal silenzio e dall'atmosfera del monastero. Originaria del Cerchio di Santa Giustina, a nord di Padova, Giulia era una giovane capo molto apprezzata. Il 31 maggio di quell’anno, a soli ventuno anni, perse la vita in un tragico incidente stradale, quando il conducente responsabile non si fermò, causando la sua morte.
I genitori, Marina e Angelo, insieme alla sorella Sara e al fratello Federico, hanno deciso di sostenere generosamente il restauro della casa che ospiterà il Centro. Questo gesto non solo serve a mantenere viva la memoria di Giulia tra gli scout, ma anche a diffondere l'ispirazione della sua semplicità, umiltà e gioia tra i giovani. Scrivono mamma e papà di lei «Giulia sprigionava allegria e voglia di vivere; la manifestazione di questo suo stato d’animo era il sorriso sincero che le illuminava il volto ogni momento della giornata. La sua pace interiore e la sua mitezza d’animo erano doti preziose che facevano di Giulia una persona calma, riflessiva, precisa ma allo stesso tempo determinata e coerente con se stessa e gli altri. Il suo era un donarsi sincero, libero da interessi personali o da tornaconto. Come genitori dobbiamo essere fieri di come Giulia ha vissuto in purezza, onestà, dedizione, spirito di sacrificio, amore verso la famiglia e il prossimo».
Giulia amava profondamente la saga di Harry Potter; in quel romanzo Silente dice: «Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È una cosa che ti resta dentro, nella pelle».

 

La Diocesi di Padova

Diocesi di Padova ( www.diocesipadova.it )
 
La diocesi di Padova (in latino: Dioecesis Patavina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea del patriarcato di Venezia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Dal 18 luglio 2015 è retta dal vescovo, mons. Claudio Cipolla.
 
Il territorio della diocesi non corrisponde a quello della provincia e, anzi, ha una conformazione molto irregolare e quasi discontinua. Esso si sviluppò infatti seguendo le antiche direttrici di predicazione dei monaci di Santa Giustina e comprende l'Altopiano di Asiago, la riviera del Brenta e i dintorni e l'area del massiccio del Grappa, toccando anche le provincie di Vicenza, Venezia, Treviso e Belluno.
Sede vescovile è la città di Padova, dove si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta.
Importante meta di pellegrinaggi è la basilica del Santo, centro della devozione a sant'Antonio di Padova.
Le parrocchie della diocesi sono 459.
 
La data di erezione della diocesi di Padova è incerta. La tradizione individua in san Prosdocimo, che sarebbe vissuto nell'ultimo scorcio del I secolo il primo vescovo patavino, ma riscontri certi dell'esistenza della diocesi risalgono soltanto al IV secolo.
La prima cattedrale fu costruita dopo l'Editto di Costantino del 313. Dopo la distruzione di Padova ad opera di Attila, i vescovi si stabilirono a Malamocco e fecero ritorno a Padova solo nel VII secolo con il vescovo Tricidio. Il terremoto del 3 gennaio 1117 distrusse l'antica cattedrale. Fu ricostruito un edificio in stile romanico visibile negli affreschi di Giusto de' Menabuoi nel battistero. Nel 1551 fu approvato il progetto di Michelangelo per una nuova cattedrale, i cui lavori di costruzione si protrarranno fino al 1754, lasciando però incompiuta la facciata.
Nel 1671 il vescovo Gregorio Barbarigo istituì il seminario diocesano, a cui nel 1684 aggiunse una tipografia.
Personalità legate alla diocesi
  • San Daniele di Padova, patrono della città
  • Santa Giustina di Padova, patrona della città
  • San Prosdocimo di Padova, patrono della città
  • Sant'Antonio di Padova, festa il 13 giugno
  • San Gregorio Barbarigo, festa 18 giugno
  • Beato Bonaventura Badoer Peraga, cardinale, onorato in diocesi il 5 novembre
  • Beato Giordano Forzatè, benedettino
  • Beato Andrea Giacinto Longhin, vescovo di Treviso, nato a Campodarsego
  • San Leopoldo da Castelnuovo
  • San Fidenzio, terzo vescovo di Padova
  • Giovanni Nervo 

Il nostro logo

Il logo del Centro di Spiritualità si ispira a vari elementi del suo progetto:
La quercia, emblema dell'Abbazia e dello Scautismo, emerge da una modesta ghianda, simbolo di potenza intrinseca che affonda le sue radici nella terra, nella luce e nell'acqua. Questo progetto per i giovani sorge e si sviluppa con la forza divina e il nostro instancabile impegno; senza la presenza divina, saremmo impotenti.
Le radici e la terra rappresentano i punti di forza e stabilità da cui trarre vitalità: per noi, la Scrittura e la preghiera, la parola e il silenzio, costituiscono le fonti attraverso le quali accedere alla potenza divina nella nostra fragilità.
Il germoglio simboleggia la novità, la speranza, il futuro. La sua forma ricorda quella della croce, manifestando la potenza della Croce di Cristo in noi, per dar vita a un nuovo mondo.
La natura, incarnata dall'albero e dalla terra, rappresenta un elemento che noi identifichiamo con la Provvidenza; così come la pioggia e la neve cadono provvidenzialmente sulla terra e la fanno germogliare, così la Provvidenza divina, in tutte le sue manifestazioni, farà sbocciare e crescere nuova vita nei giovani.
Il colore blu, associato alla Vergine a cui è dedicata l'Abbazia, richiama la tonalità del manto dipinto nella pala della chiesa, che Maria accetta nel momento del suo «Eccomi» e del suo Si a ciò che Dio richiede. L'intero progetto è avvolto nell'affettuosa protezione di Maria, per invitare numerosi giovani a pronunciare il loro personale «Sì» a Dio, per il bene e il miglioramento del mondo.

Il CSSC in breve

L’associazione Centro di Spiritualità Scout Carceri è stata costituita il 19 giugno 2014 con sede in Carceri (S. Caterina d’Este), via Guglielmo Marconi 7 e ha come scopo:

  • Educare alla cura della spiritualità come spinta dell’uomo verso un oltre e un mondo fatto di valori e di priorità;
  • Educare alla cura dell’ascolto della Parola di Dio, della preghiera e della vita sacramentale, all’appartenenza alla comunità ecclesiale;
  • Educare alla celebrazione dell'Eucaristia;
  • Educare ad informare la vita a uno spirito di servizio, come espressione concreta della carità;
  • L'evangelizzazione e la formazione cristiana delle giovani generazioni, anche partecipando alla programmazione pastorale;
  • La promozione e l’accoglienza di persone.
Il Centro di Spiritualità nasce dall’osservazione dei bisogni dei ragazzi e dei giovani e del loro modo di cercare Dio. L’osservazione ha portato a dire che lo Scautismo si è spesso dimenticato di un ascolto profondo e vitale della Parola e di un contatto personale ed intimo con Dio nella preghiera.

Le osservazioni vengono a lungo confrontate nelle tre Associazioni cattoliche (negli anni 2012-2014) fino a diventare un progetto condiviso che ha come capisaldi alcuni elementi:

  • Il bisogno di un primo annuncio di Cristo e della sua buona notizia (il Vangelo)
  • Un approccio diverso alla Parola di Dio, più narrativo, più coinvolgente, più legato alle dinamiche profonde della vita
  • Uno spazio accogliente e libero dato alla persona perché possa fare il punto della strada e darsi delle strade anche nel cammino di fede.
Il progetto viene approvato dalle tre Associazioni che poi fonderanno nel giugno 2014 il Centro (AGESCI, AVSC, FSE) e dall’allora Vescovo Antonio Mattiazzo che già dal 2013 mette a disposizione l’Abbazia di Carceri per questa iniziativa. La Parrocchia di Carceri diventa da subito preziosa alleata di questo progetto. Dal giugno 2015 la foresteria viene aperta ai primi ospiti per momenti di silenzio, ricerca e spiritualità.

Sono associati:
AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani - Comitato regionale Veneto
AVSC – Associazione Veneta Scout Cattolici
FSE - Federazione Scout d’Europa

L’Associazione è amministrata da un Consiglio di amministrazione eletto dagli associati.
Gli associati contribuiscono annualmente al sostentamento del Centro con quote associative fissate dall’assemblea.
Il Centro vive, oltre che delle quote associative, dei contributi versati dagli associati che lo utilizzano.
La Casa, di proprietà della Parrocchia di Carceri, è stata concessa in comodato gratuito all’associazione per 10 anni. L’Associazione si è fatta carico del reperimento dei fondi necessari alla sistemazione della casa e degli spazi esterni.
Le attività principali del Centro sono tre:
Proposte formative del Centro per i ragazzi dell’alta squadriglia, per i Clan/Fuoco, per i capi attraverso un calendario lungo i weekend dell’anno associativo.
Accoglienza di gruppi, di Branchi/Cerchi, Reparti/Riparti, Clan/Fuochi che vogliano vivere un’esperienza in Abbazia per un’uscita, una serata, alcuni giorni. Il programma può essere concordato con il Centro.
Accoglienza di singoli che desiderino vivere in Abbazia e in autogestione momenti di silenzio, pace, ricerca personale.

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